On the Road – Jack Kerouac

OnTheRoadDopo aver letto e recensito The Dharma Bums non potevo non aggiungere alla lista l’opera più celebre di Kerouac: On the Road.

Non è facile districarsi nella giungla di autostrade, automobili rubate, alcol, tea, jazz, nights out, amici, donne, coaches, città, locali, appartamenti di cui è composto questo speciale diario di viaggio. La narrazione scorre rapida, come un’automobile che sfreccia su una strada dritta in mezzo al deserto. Gli episodi e gli anni si susseguono smoothly uno dietro l’altro ma le avventure di Sal diventano sempre più sorprendenti e incredibili fino a che non viene raggiunta la frontiera estrema, il Messico. E che il lettore voglia crederci o meno, questo è, almeno per la maggior parte, un romanzo autobiografico. Ai comuni mortali, la possibilità di vivere in un modo simile sembra fuori dalla realtà oltre che non desiderabile. Quando Kerouac fu invitato allo show di Steve Allen, quest’ultimo disse che avrebbe preferito passare tre settimane on the road e sette anni a scrivere il libro che imitare Kerouac (il quale aveva effettivamente trascorso circa sette anni sulla strada e aveva impiegato tre settimane a ultimare la prima stesura). Ma Sal-Kerouac e Dean-Cassady avevano nell’animo un’energia, un’inquietudine e un desiderio di distaccarsi dal mainstream immensi. A sostenere i loro folli propositi, l’alcol, le droghe e un passato disturbato che si ripercuoteva sul presente manifestandosi in atteggiamenti spesso insani. Tuttavia, Sal e Dean non erano gli unici a volersi spingere dove molti non avevano osato. I due sono infatti considerati i rappresentati e gli ispiratori di un’intera generazione, la beat generation degliJack anni Cinquanta. Una generazione di hipsters e bums che esprimevano la propria diversità attraverso uno stile di vita eccentrico e anticonformista che rifiutava l’ufficialità e l’accademismo e, al contrario, abbracciava tutto ciò che la società rifiutava: neri, omosessuali, drogati, alcolizzati, vagabondi. Tutto questo sarebbe in seguito confluito nel movimento hippy. Kerouac ci permette di vivere indirettamente o, quantomeno, di farci un’idea di come fosse l’America dell’epoca e di come i giovani stessero reagendo al dopo guerra, la bomba atomica, la guerra fredda, la Cina comunista, la guerra di Corea. Oltre a questo, ci viene aperto uno spiraglio sulla vita interiore di Kerouac, sulla sua gioventù, i suoi eroi, le sue aspirazioni. Infine, ci lasciamo trasportare dal suo stile letterario aperto e immediato, i dialoghi esilaranti tuttod’unfiato, le descrizioni vivide dei paesaggi americani impregnate di odori di cibi, illuminate da luci crepuscolari, accompagnate da suoni bop.

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2 thoughts on “On the Road – Jack Kerouac

  1. Claudia says:

    Ciao! Anzitutto, complimenti per il blog! Io adoro leggere e cercando su WordPress ho trovato il tuo e l’ho aggiunto alla mia lista di interesse!
    Questo romanzo, On the road, è quello che mi ha introdotto nella letteratura di Kerouac, e quello che amo di più!
    🙂
    Claudia

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